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HomeI distributori di prodotti sfusiLa signora che guida le imprese nei trend dell’era Internet

La signora che guida le imprese nei trend dell’era Internet

Ci sono aziende che, intuendo l’attenzione dei consumatori per il problema della sostenibilità e della tracciabilità dei prodotti, vendono spinaci, oppure maglioni, con tanto di etichetta telematica, con la quale, nei siti on line, potete vedere da chi sono prodotti: faccia e nome di contadini che li hanno coltivati, immagini della pecora che portate addosso. Ci sono quelle che pescano tra i nostalgici del bel mondo, anche tecnologico, che fu: vendono vecchie tastiere da macchina da scrivere applicabili a computer, vecchie cornette del telefono anni 50 da applicare, come auricolare, al cellulare. E’ la caccia ai consumatori che vogliono recuperare materialità, tecnologie meno intangibili, chiedono alternative ai prodotti di massa e desiderano prodotti personalizzati.
C’è anche chi risponde all’esigenza di non sprecare e alla ricerca di nuove frontiere, rivoluzionando il mondo del packaging, non solo vendendo prodotti sfusi, ma anche consentendo il riutilizzo dei package: un’azienda americana ha inventato una sorta di lego per grandi e piccini i cui mattoni sono le bottiglie di plastica della bevanda che vende. Ma c’è anche chi, come Amazon, la ha trasformata da esigenza di ridurre gli impatti ambientali a un benefit anche per il consumatore, inventandosi il "free frustration packaging", cioè un modo ridurre lo stress del consumatore nell’aprire i pacchi. Chiunque abbia "scartato" un giocattolo per bambini sa di che cosa si tratti.
Insomma tutte le aziende scrutano nel futuro per capire come conquistare consumatori, soprattutto in questi momenti di crisi. I grandi gruppi lo fanno da sempre. Ma i piccoli, i protagonisti del boom di esportazioni di questi anni, sono più disarmati e disorientati dalla crisi. Anche perché l’esplosione dei "social media" di Internet, del passaparola sta sconvolgendo il mondo del consumo. "Per la generazione dei Millenias — dice Valentina Durante, consulente di molte di queste aziende e ricercatrice del District Vision Lab, un organismo fatto apposta per aiutarle a capire i trend il web non è uno strumento, ma un modo di comunicare e di vivere. E sono loro i consumatori con i quali le aziende avranno a che fare nei prossimi anni".
Per qualche mese la Durante ha girato in Emilia Romagna, su incarico della Regione e delle Camere di Commercio, per una serie di analisi dedicate alle imprese proprio su come sta cambiando il mercato, come affrontare questo momento di crisi, quali saranno i " consumatori" del futuro, le tendenze prevalenti nel food e anche in alcuni settori della moda. Conferenze che hanno coinvolto decine di imprenditori: "Mi sono accorta con sorpresa — dice — che, al contrario di dieci anni fa, quando ho cominciato ad occuparmi di trend e alle presentazioni venivano solo designer e creativi, adesso l’uditorio è variegato: ci sono imprenditori, marketing manager, dipendenti di banca, pubblicitari, consulenti. Insomma un mondo che si interroga e non si accontenta a rannicchiarsi in un angolino. Le aziende cercano delle risposte alla crisi, capiscono che dalla crisi usciranno consumatori profondamente trasformati". Ci sono imprenditori, ad esempio, che hanno partecipato a diversi incontri, travalicando i confini della loro attività: "Uno che produce scarpe si è presentato all’esposizione sulle tendenze dei gusti nel food. Molti hanno capito che ragionare per compartimenti stagni uccide l’innovazione e che le "scoperte" di successo vengono spesso da ambienti e settori estranei". Così se il ‘tracking code’ può valere per un’azienda di surgelati come Igloo o per una che fa maglie come Icebreaker, ci sono anche trend e commistioni meno immediati. Con l’avanzare dell’età media, ad esempio, il senso del gusto tende ad attenuarsi e sta crescendo la vendita di prodotti speziati. Così come la "frugalità" e il salutismo stanno cambiando anche le grandi imprese: l’Unilever ha deciso di passare da 100 a sei colori per il suo packaging risparmiando 26 milioni di dollari, l’Ups stampa direttamente le sue etichette sui pacchi risparmiando carta e costo del lavoro. La Haaghen Danzs ha appena lanciato una linea di gelati, il Five, con soli 5 ingredienti di origine naturale. C’è un libro, che ha spopolato negli Usa, che invita a riscoprire il cibo in base a poche regolette: non mangiare nulla che la tua nonna o bisnonna non riconosca, evita i cibi che contengono più di cinque ingredienti e nomi di composti impronunciabili. Sarà solo una coincidenza?
Repubblica.it, 16 Marzo 2009
 
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I distributori di prodotti sfusi

Contenitore a gravità per cibo secco

 

Contenitore a paletta per cibo secco

 

Distributore per vino alla spina

 

Ecobox per detersivi alla spina


 

 

 

 

 

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